ARTICOLO GENNAIO 2023

“Un uomo saggio dovrebbe considerare la salute come la più grande delle gioie umane”, ammoniva il greco Ippocrate. Un insegnamento, quello del padre della medicina occidentale che, a distanza di 2.400 anni, è caduto quasi inascoltato. Perlomeno questo lascia presupporre la scarsa attenzione che gli italiani riservano alla prevenzione: il 46% dei nostri connazionali, secondo i dati dell’Ania, dichiara di rimandare le visite quando ha un problema trascurabile e quasi uno su due (48%) si cura solo quando inizia a soffrire di un disturbo o una malattia. Non solo negli ultimi due anni, il 49% degli esami per la prevenzione è stato annullato o rinviato. Un quadro preoccupante, avverte la comunità scientifica, su cui ha senza dubbio pesato la pandemia del Covid ma che trova un riflesso alterato sinistro sulla – anche in questo caso cronica – sottoassicurazione delle famiglie italiane: sempre secondo l’associazione che rappresenta l’industria delle polizze, solo sono 15 milioni gli italiani con una polizza sanitaria grazie alla contrattazione collettiva.

Una squadra di 1.300 medici

Risponde a questa esigenza di cura del benessere l’ultima mossa strategica di UnipolSai che lo scorso dicembre ha deciso di crescere nella sanità acquistando l’intero capitale di Società e Salute, società nota in Italia con il marchio “Centro Medico Santagostino”. A vendere è il fondo di investimento L-Gam, che vede tra i propri sottoscrittori anche molte famiglie di imprenditori tra cui le teste coronate del Liechtestein. Ma quello che conta qui rilevare è che la rete di poliambulatori Santagostino –  una trentina solo a Milano, a cui si aggiungono quelli aperti a Roma, Brescia e Bologna – andranno a incrementare le strutture sanitarie controllate dal gruppo presieduto da Carlo Cimbri che con l’ultimo piano industriale al 2024 ha completato il salto strategico verso un nuovo modo di fare l’assicuratore, abbracciando una approccio che va ben oltre la semplice vendita della polizza per espandersi nei servizi. L’acquisto del Centro Medico Santagostino –  che si avvale della collaborazione di circa 1.300 medici, con un modello di offerta volto a garantire una patient experience di qualità a condizioni accessibili e con ridotti tempi di attesa, grazie anche all’innovazione tecnologica – costituisce infatti un importante tassello dell’ecosistema welfare e dei servizi di Unipol.

Obiettivo un milione di prestazioni sanitarie

L’acquisizione del Centro Medico Santagostino promette insomma di non essere l’unica: l’idea del Gruppo Unipol è quella di rilevare un centinaio di strutture su tutto il territorio nazionale. Il gruppo bolognese vuole infatti rafforzare la propria leadership nel settore Salute sia attraverso lo shopping di strutture specialistiche sia con l’innovazione nei modelli di offerta e distributivi, raggiungendo una raccolta premi pari a 1 miliardo di euro nel 2024, anno nel quale prevede di arrivare a erogare un milione di prestazioni. Per raggiungere questi obiettivi, Unipol farà perno su brand e competenze di UniSalute, implementerà un nuovo modello di targeting per accompagnare le esigenze del cliente nelle diverse fasi del ciclo di vita, svilupperà una offerta integrativa Salute per gli aderenti ai Fondi, rafforzerà il    rafforzamento dei programmi di gestione delle patologie croniche e svilupperà i servizi di Digital Health, inclusa la telemedicina.

Già servizi: dalla mobilità al tempo libero

Accanto alla Salute, sono i servizi alla Mobilità l’altro grande pilastro ad alto valore aggiunto che accompagnerà lo sviluppo di Unipol nei prossimi anni. In particolare con Unipol Move, un piccolo e moderno device che consente non solo di pagare pedaggi autostradali o parcheggi, ma anche di fare rifornimento alle pompe di benzina o di prendere un auto in sharing e molti altri servizi accessori alle polizze auto. Settore dove Unipol è leader in Italia ed è stata pioniera nella installazione a bordo di “scatole nere”, utili per ottimizzare l’offerta e l’erogazione dei rimborsi.